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Fotovoltaico e sicurezza: le nuove Linee Guida antincendio 2025 dei Vigili del Fuoco

  • Energia

Aggiornate le disposizioni per la progettazione, l’installazione e la gestione degli impianti fotovoltaici sugli edifici: misure di prevenzione, protezione e manutenzione per ridurre il rischio di incendio e tutelare occupanti e soccorritori.

Negli ultimi anni il fotovoltaico è diventato una delle principali soluzioni per la produzione di energia rinnovabile, diffondendosi capillarmente non solo a terra ma soprattutto su coperture civili, industriali e commerciali. Questa crescita, spinta dalla transizione energetica, porta con sé anche nuove sfide sul fronte della sicurezza: moduli, inverter, cablaggi e sistemi di accumulo possono infatti costituire potenziali fonti di innesco o amplificare la propagazione delle fiamme, con conseguenze per le persone e per i soccorritori.

Per rispondere a queste criticità, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha pubblicato le nuove Linee Guida per la prevenzione incendi negli impianti fotovoltaici (DCPREV n. 14030 del 1° settembre 2025), che aggiornano e sostituiscono i precedenti riferimenti normativi (DCPREV n. 1324/2012 e n. 6334/2012).

Campo di applicazione: dove si applicano le Linee Guida

Le nuove disposizioni chiariscono che gli impianti fotovoltaici non rientrano di per sé tra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi previsti dal D.P.R. 151/2011. Tuttavia, la loro crescente diffusione sugli edifici rende necessario adottare criteri tecnici aggiornati quando vengono installati in attività già sottoposte a visite e controlli antincendio o a servizio delle stesse.

Le Linee Guida si applicano dunque agli impianti fotovoltaici fino a 1.500 V in corrente continua, collocati su edifici civili, industriali, commerciali e rurali, comprese tettoie, pergolati e pensiline collegate. Sono inclusi anche gli impianti su pensiline indipendenti a copertura di parcheggi vicini a edifici soggetti a controlli, poiché qualificabili come “interferenti”.

Sono invece esclusi:

  • sistemi a concentrazione solare su strutture a inseguimento.
  • impianti a terra e sistemi plug & play,
  • impianti fino a 800 W,
  • soluzioni agrivoltaiche oltre i 100 metri da edifici soggetti,

Obiettivi di sicurezza

Gli impianti fotovoltaici, se non correttamente progettati e installati, possono incidere sulle condizioni di sicurezza antincendio. Le Linee Guida definiscono quindi obiettivi precisi:

  • ridurre le probabilità di innesco,
  • evitare la propagazione delle fiamme dall’interno verso l’esterno e viceversa,
  • proteggere persone e soccorritori da cadute di pannelli o altre parti,
  • contenere le conseguenze economiche e ambientali dell’incendio.

Tali obiettivi devono essere valutati fin dalla progettazione, attraverso un’analisi del rischio che tenga conto delle norme europee e delle buone pratiche internazionali.

Misure generali di prevenzione e protezione

Le prescrizioni si basano su due pilastri complementari:

  • Prevenzione → evitare l’innesco tramite materiali certificati, corretta posa dei cablaggi, conformità alle norme CEI e ventilazione adeguata.
  • Protezione → contenere gli effetti di un incendio attraverso compartimentazione, resistenza al fuoco delle superfici, corrette distanze tra i moduli e predisposizione di corridoi di sicurezza.

Tra i punti chiave:

  • installazione di inverter e sistemi di accumulo in compartimenti antincendio dedicati,
  • utilizzo di moduli e supporti incombustibili,
  • compartimentazione dei cablaggi per non compromettere solai e pareti tagliafuoco,
  • predisposizione di spazi liberi per l’accesso dei Vigili del Fuoco.

Sezionamento di emergenza e segnaletica

Ogni impianto deve essere dotato di un sezionamento di emergenza, ossia un dispositivo che permetta di interrompere l’alimentazione anche lato generatore. Inoltre, cartelli resistenti agli agenti atmosferici devono identificare i percorsi dei cavi in corrente continua, così da agevolare l’intervento in caso di incendio.

Installazioni integrate e applicate

Le prescrizioni variano in base alla tipologia di installazione:

  • BAPV (building applied PV): pannelli applicati su coperture e facciate.
  • BIPV (building integrated PV): moduli integrati come parte della struttura edilizia.

In entrambi i casi, è possibile proporre soluzioni alternative purché supportate da una valutazione del rischio che dimostri il raggiungimento degli stessi livelli di sicurezza.

Manutenzione e verifiche

La sicurezza non si esaurisce con la progettazione e l’installazione: serve una manutenzione continua, da registrare nel registro dei controlli antincendio previsto dal DM 1° settembre 2021.

Le verifiche devono riguardare:

  • stato dei moduli (microfratture, danni, hot-spot),
  • fenomeni di condensa o dilatazioni anomale,
  • revamping e sostituzione di componenti,
  • pulizia e monitoraggio continuo con sistemi di diagnostica.

La periodicità minima è biennale, ma può variare in base alla tipologia di impianto e agli eventi straordinari (ampliamenti, modifiche, sostituzioni).

Aspetti procedurali

Ogni nuova installazione o modifica significativa va comunicata ai Vigili del Fuoco:

  • nelle attività di categoria B e C con aggravio delle condizioni di sicurezza è obbligatoria la valutazione del progetto;
  • nelle attività di categoria A, o in assenza di aggravio, è sufficiente la SCIA antincendio.

La documentazione deve includere progetto firmato da tecnico abilitato, certificazioni e dichiarazioni di conformità.

Progetti già avviati

Con la circolare DCPREV n. 146468 del 10/09/2025 è stato chiarito che chi aveva già avviato le procedure prima del 1° settembre 2025 può concludere i lavori secondo le vecchie disposizioni, in base al principio di legittimo affidamento.

Conclusioni

Le nuove Linee Guida rappresentano un passo fondamentale per coniugare sviluppo del fotovoltaico e sicurezza antincendio.
Prevenzione, protezione e manutenzione diventano elementi imprescindibili per garantire impianti sicuri, affidabili e pienamente compatibili con la resilienza degli edifici.

In questo modo, il fotovoltaico potrà continuare a crescere come tecnologia chiave della transizione energetica, senza trasformarsi in un punto critico per la sicurezza.

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